Prigione La Modelo, Barcellona

Nel cuore dell’Eixample, uno dei quartieri più iconici di Barcellona, si erge un edificio che per oltre un secolo ha segnato la vita della città e dei suoi abitanti: La Model, conosciuta anche come La Modelo. Oggi, questo ex carcere è diventato un luogo della memoria, aperto al pubblico, dove storia, architettura e riflessione sociale si intrecciano in un’esperienza unica e toccante. Se sei in visita a Barcellona e desideri scoprire una delle sue realtà più autentiche, questo sito storico merita assolutamente un posto nel tuo itinerario.

La Modelo, Barcellona

La storia di La Model (Centro Cultural Modelo) inizia nel 1881, quando iniziarono i lavori di costruzione di una nuova struttura carceraria. L’obiettivo era ambizioso: realizzare un carcere all’avanguardia, basato su un concetto innovativo di sorveglianza e rieducazione. Il progetto venne affidato agli architetti Josep Domènech i Estapà e Salvador Vinyals i Sabaté, che si ispirarono al modello del panopticon, ideato dal filosofo utilitarista inglese Jeremy Bentham nel 1787.

Il panopticon è un tipo di struttura architettonica che consente una sorveglianza centralizzata: da una torre situata al centro dell’edificio, è possibile osservare tutte le celle distribuite a raggiera. L’idea di fondo era che i detenuti, sapendo di poter essere osservati in ogni momento, modificassero il proprio comportamento. Un sistema basato sull’autocontrollo, ma che oggi lascia spazio a molte riflessioni sulla sua componente disumanizzante.

La Model fu inaugurata ufficialmente il 9 giugno 1904, con il nome di “Carcel Celular”, anche se il soprannome “Model” si diffuse rapidamente, in quanto doveva fungere da esempio per una nuova riforma penitenziaria. Il motto che guidava la sua amministrazione era emblematico: “In severitate humanitas” (Umanità nella severità), a indicare una nuova visione della pena non più come vendetta o punizione, ma come strumento di reinserimento sociale.

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Le sei gallerie: una divisione strutturata dei detenuti

La struttura de La Model comprendeva sei lunghi corridoi, ciascuno destinato a una “categoria” di detenuti ben precisa:

  • 1ª galleria: detenuti primari, alla prima condanna;
  • 2ª galleria: detenuti con buona condotta;
  • 3ª galleria: recidivi con comportamento adattato;
  • 4ª galleria: recidivi con difficoltà di adattamento;
  • 5ª galleria: detenuti primari e lavoratori interni;
  • 6ª galleria: celle di isolamento e prigionieri in regime di segregazione.

Un’organizzazione che, almeno nelle intenzioni originarie, mirava a rieducare attraverso una gestione “scientifica” della detenzione, anche se nella pratica molte volte si tradusse in esclusione e privazione.

La Model e la repressione politica

Ma La Model non fu solo un carcere comune. Durante i momenti più bui della storia spagnola, divenne un simbolo della repressione politica, in particolare durante le dittature di Miguel Primo de Rivera e di Francisco Franco. Qui furono rinchiusi dissidenti politici, militanti sindacali, attivisti e partecipanti a movimenti di protesta come:

  • la Settimana Tragica (1909),
  • lo sciopero della Canadenca (1919),
  • lo sciopero dei tram (1951),
  • e persino membri dell’Assemblea di Catalogna.

Tra i nomi più noti dei prigionieri politici si ricordano Francesc Ferrer, Lluís Companys, Salvador Seguí e Helios Gómez. Una delle pagine più drammatiche fu l’esecuzione nel 1974, con il metodo del garrote vil, del giovane anarchico Salvador Puig Antich, diventato poi un simbolo della resistenza contro il regime franchista.

Carcere e discriminazione: il caso di Silvia Reyes

La Model fu anche teatro della discriminazione contro le persone LGBTQ+. Nel 1974, vi fu imprigionata Silvia Reyes, una delle prime attiviste transgender spagnole, accusata di “travestitismo” – termine oggi superato ma allora usato per identificare le donne trans. Dopo la sua permanenza a La Model, fu trasferita nel carcere di Carabanchel a Madrid. Una pagina che racconta la durezza di un’epoca in cui la diversità era considerata una colpa da punire.

Momenti di ribellione: il caso di “El Vaquilla”

Nel 1984 La Model tornò agli onori della cronaca per una rivolta interna e per la fuga del celebre criminale Juan José Moreno Cuenca, noto come El Vaquilla, figura controversa del crimine e del folklore urbano spagnolo. Questo episodio contribuì a sottolineare le condizioni critiche della struttura, già invecchiata e poco sicura.

Un’epoca che finisce: la chiusura del carcere

Dopo 113 anni di attività, l’8 giugno 2017, La Model ha chiuso definitivamente i battenti come istituto penitenziario. La sua chiusura era attesa da tempo, sia per motivi legati alle condizioni della struttura, sia per la necessità di un sistema penitenziario più moderno e umano. Ma la fine della sua funzione carceraria non ha segnato la sua scomparsa. Al contrario, La Model ha intrapreso un nuovo cammino: quello di spazio della memoria collettiva, accessibile a tutti.

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Carcere La Model: oggi

Dopo un periodo di chiusura dovuto alla pandemia, La Model è oggi aperta al pubblico per visite libere e guidate. È possibile visitarla gratuitamente il venerdì, sabato e domenica non festivi, mentre le visite guidate sono prenotabili direttamente sul sito ufficiale de La Modelo, con la possibilità di esplorare a fondo la sua architettura e le sue storie. Durante la visita, potrai camminare tra le gallerie, visitare i cortili interni, osservare le celle dove vissero migliaia di prigionieri e salire nella famosa sala del panopticon, il cuore pulsante del sistema di sorveglianza. Tra gli spazi più suggestivi:

  • La Cappella degli Zingari, un luogo simbolico con una forte carica emotiva;
  • i resti del carcere originale costruito nel XIX secolo;
  • la piazza centrale, da cui si può osservare quasi tutta la prigione, come previsto dal progetto panottico.

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Cosa aspettarsi da una visita a La Model

Visitare La Model durante un itinerario di 3 giorni a Barcellona non è solo un’occasione per scoprire un edificio affascinante e imponente: è soprattutto un momento di riflessione. I corridoi, le celle, le mura spesse raccontano storie di sofferenza, lotta, ingiustizia e, in alcuni casi, anche di speranza.

Durante le visite guidate, esperti e guide specializzate raccontano non solo i fatti storici ma anche le trasformazioni sociali e politiche che hanno attraversato Barcellona nel XX secolo. È possibile scoprire dettagli poco noti, aneddoti, testimonianze e punti di vista che arricchiscono enormemente l’esperienza. Le visite guidate sono gratuite, ma i posti sono limitati: all’inizio di ogni mese si aprono le prenotazioni per i due mesi successivi. Ti consigliamo quindi di organizzarti con un po’ di anticipo.

Come arrivare a La Model

La Model si trova nel quartiere Eixample Esquerra, in Carrer d’Entença, 155, facilmente raggiungibile con i trasporti. Se vuoi pianificare i tuoi spostamenti in città in modo efficiente, dai un’occhiata alla nostra guida su come muoversi a Barcellona, dove trovi tutte le informazioni utili su metro, bus, tram e pass turistici.

  • Metro: linea L5 (fermata Entença) o linea L1 (fermata Rocafort);
  • Autobus: diverse linee urbane fermano nei pressi della struttura;
  • A piedi: una passeggiata di 10-15 minuti dal centro di Barcellona.

Per risparmiare tempo e denaro durante le tue esplorazioni, ti consigliamo di acquistare la Hola Barcelona Card, che ti consente viaggi illimitati su tutti i mezzi pubblici per tutta la durata del tuo soggiorno. È una soluzione comoda per raggiungere anche La Model e altre attrazioni della città.

La Model non è solo un ex carcere: è uno specchio della storia catalana e spagnola, un luogo dove si intrecciano vicende umane, battaglie per la libertà e storie dimenticate. Visitandolo, entri in contatto con una parte meno nota ma estremamente significativa di Barcellona. Che tu sia un appassionato di storia, un viaggiatore curioso o un cittadino desideroso di conoscere il passato della propria città, La Model ti offre un’esperienza intensa e memorabile. Un viaggio nel tempo che lascia il segno.

Tipologia: Edificio pubblico
Periodo: 1888-1910
Stile: Eclettico
Autore: Josep Domènech Estapà / Salvador Viñals
Indirizzo: Carrer Entença, 165
Zona: Nova Esquerra de L’Eixample (Eixample)
Sito ufficiale

Armando Scagnetti

Scrivo di Barcellona con lo sguardo di chi desidera viaggiare in modo consapevole e rispettoso. Credo che esplorare una città non significhi soltanto visitare i luoghi più noti, ma anche imparare a viverla in armonia con chi la abita e con l’ambiente che la circonda. Nei miei articoli racconto percorsi sostenibili, itinerari a piedi o in bicicletta, mercati equo-solidali e progetti locali, offrendo spunti per scoprire la capitale catalana attraverso esperienze autentiche che uniscono viaggio e responsabilità sociale.

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