Una veduta interna del Monastero di Pedralbes.

Il Monastero di Pedralbes

Il Monastero di Pedralbes, fondato agli inizi del XIV secolo, è uno dei migliori esempi di architettura gotica catalana che ci sono pervenuti. Scopriamo insieme la sua storia e i tesori che ancora oggi custodisce.

 

Indice:

 

Storia e origini del Monastero di Pedralbes

Il convento delle suore clarisse di Santa Maria de Pedralbes fu fondato dalla regina Elisenda de Montcada, ultima moglie di Giacomo II, nel 1327. La sua costruzione era iniziata proprio in quel periodo e quindi, essendosi conservato quasi intatto, è uno dei monumenti più omogenei e più illustrativi del gotico catalano del XIV secolo.

Alla morte di Giacomo II, quello stesso anno, la regina si ritirò nel monastero, in una ala che era stata adibita a palazzo e che fu demolita dopo la sua morte. Il convento contava in genere una quarantina di monache, per lo più di famiglie nobili, e godette di grande prosperità durante i secoli XIV e XV.

Il complesso monastico formava un’area murata, con due porte fortificate. Attorno al convento furono costruite alcune case dove risiedeva il personale di servizio del monastero, e un convento di frati francescani (il Conventot) che assistevano spiritualmente le monache.

Nonostante le confische di beni ecclesiastici del 1835, l’ordine delle clarisse poté mantenere la proprietà del monastero. La chiesa fu restaurata nel 1894 sotto la direzione di Joan Martorell e nel corso del XX secolo sono stati effettuati altri numerosi restauri.

 

Monastero di Pedralbes: la Chiesa

La costruzione della chiesa del monastero fu iniziata nel 1326 e fu completata in brevissimo tempo, infatti l’anno successivo era già consacrata, questo la rende un’opera molto unitaria dal punto di vista architettonico. Solo il campanile fu costruito pochi anni dopo, ma sempre nella prima metà del XIV secolo.

Si tratta di una chiesa a navata unica con abside poligonale e coro sopraelevato destinato alla clausura, che occupa le tre sezioni dei piedi della navata. Questa è coperta da una volta a vela e divisa in sette settori, la maggior parte dei quali si prolungano con cappelle tra i contrafforti.

L’esterno è piuttosto austero e offre un’immagine molto compatta dove domina l’orizzontalità. Il portale d’ingresso è formato da archivolti ogivali degradati che poggiano su esili colonnine con capitelli intagliati. Al di sopra di questi si eleva un archivolto più alto che, al suo interno, è riempito da cerchi lobati, il più grande dei quali riporta lo stemma della regina Elisenda.

 

Gli interni della chiesa del Monastero di Pedralbes.

 

Monastero di Pedralbes: il Chiostro

Si trova a sud della chiesa ed ha dimensioni imponenti (40×40 m). Fu iniziato nel 1326 e le prime due gallerie furono realizzate molto rapidamente. Si compone di tre piani, il più alto dei quali fu completato nel 1412. I due inferiori sono formati da archi a sesto acuto e capitelli corinzi sostenuti da sottili colonne quadrate lobate. I capitelli recano gli stemmi dei re d’Aragona e della famiglia Montcada.

Intorno al chiostro si trovano gli accessi alla sala capitolare, costruita intorno al 1419, dove spicca la chiave di volta policroma; all’abbazia, con interessanti dipinti del XIII secolo; e alle celle, al refettorio, alla cucina e all’infermeria. Nel cortile centrale si trovano una fontana, del XV secolo, e il pozzo rinascimentale. Di particolare interesse è la cappella di Sant Miquel, con dipinti gotici di Ferrer Bassa (1346).

Il complesso monastico si trova in un luogo abitato fin da epoche remote grazie all’abbondanza d’acqua, che permise l’insediamento prima dei romani e poi della masseria di Pedralbes, acquistata dalla regina Elisenda per la fondazione del monastero. L’acqua è fondamentale per la vita quotidiana e per i riti religiosi, quindi il sistema idraulico irrora gli spazi intorno al chiostro, con una sorta di rete, che dall’esterno – dove si trova la falda – fino ad un pozzo nel frutteto e alla cisterna.

 

Il Chiostro del Monastero di Pedralbes.

 

Monastero di Pedralbes: la Sala Capitolare

Con accesso dal chiostro, fu costruita nel 1416. È un ambiente quadrato coperto da una volta ogivale a costoloni quadripartita. E’ realizzata esternamente con conci e internamente con muratura intonacata con calce, stuccata e profilato in modo da sembrare laterizio.

Il portone d’ingresso è un doppio archivolto semicircolare ed è affiancato da due finestre ogivali. All’interno spiccano le vetrate policrome, la chiave di volta, anch’essa policroma, che rappresenta la Pentecoste, due formelle dipinte sempre di epoca gotica e un’immagine della Vergine col Bambino, del XIV secolo.

 

Monastero di Pedralbes: la Tomba della Regina Elisenda

Uno dei gioielli del monastero di Pedralbes è la tomba della regina Elisenda de Montcada, morta nel 1364 e costruita mentre era ancora in vita per opera, si pensa, di Pere de Guines.

La statua della regina ha la particolarità di avere due lati differenti, così che appare differente se la si guarda dalla chiesa piuttosto che dal chiostro. Il lato rivolto verso la chiesa mostra la regina con abiti regali, mentre quello rivolto verso il chiostro la presenta con abiti da penitente.

Architettonicamente il sepolcro è costituito un grande arcosolio, con pinnacoli e trafori gotici, che ospita la tomba vera e propria, retta da tre leoni. La statua della regina sdraiata, finemente scolpita, è affiancata da due angeli.

 

La tomba della regina Elisenda.

 

Monastero di Pedralbes: le Tombe del Chiostro

Tra le varie tombe che si possono trovare nel chiostro del monastero, spicca il gruppo formato dalle tombe di tre donne della nobiltà catalana: Elionor de Pinós i de Montcada (morta nel 1361), Constança de Cardona i de Pinós (morta nel 1326) e suor Beatriu de Fenollet (morta nel 1362).

I sarcofagi delle prime due, visibili anche dall’interno della chiesa, sono incorniciati da due arcosoli a forma di arco a sesto acuto, con uno sfondo decorato da dipinti.

Degna di nota è anche la tomba di Francesca Saportella, seconda badessa del monastero (tra il 1336 e il 1364) e nipote della regina Elisenda, che presenta l’immagine della defunta distesa e ornata di scudi araldici.

 

Monastero di Pedralbes: il Pozzo del Chiostro

Il monastero di Pedralbes ha avuto sin dall’inizio un proprio sistema di approvvigionamento idrico, che combinava l’acqua corrente di una vicina fonte con una cisterna e un pozzo.

La cisterna, posta in un angolo del chiostro, fu costruita all’inizio del XVI secolo e funzionò per molti anni. Questo rende difficile datare il pozzo soprastante. Ha una apertura ottagonale, con due pilastri e una sommità riccamente scolpita.

I pilastri sono decorati con rilievi vegetali e grottesche. Il coronamento è strutturato come un frontone ad ali ricurve, affiancato da due leoni rampanti, che sorregge un piedistallo con ai lati un uovo, una croce e due colombe. Si può notare che vi è inscritta la data “1771”.

Secondo Joan Bassegoda Nonell, la parte inferiore del pozzo risalirebbe al 1548, quando era badessa Teresa de Cardona, mentre la data del 1771 corrisponderebbe a un restauro eseguito all’epoca della badessa Gabriela Ladrón de Guevara.

 

Il pozzo del chiostro del Monastero di Pedralbes.

 

Monastero di Pedralbes: la Cappella di Sant Miquel

Corrisponde all’oratorio della badessa Francesca Saportella, anche se in seguito ebbe altri usi. Il suo interesse risiede nei dipinti che ricoprono interamente le pareti. Furono eseguiti con due tecniche, “a fresco” e “a secco”, da Ferrer Bassa nel 1346. Il lavoro durò otto mesi.

Rappresenta le sette gioie della Vergine e sette scene della Passione, oltre alla “Maestà di Maria”, alla “Teofania” e ad alcune figure di santi. È l’opera più importante del periodo italo-gotico nella pittura catalana, con influenze sia di scuola fiorentina che senese.

Ciò che veramente colpisce è il ricco cromatismo in tutta l’architettura e nell’abbigliamento delle figure – esaltato dall’ultimo restauro, eseguito tra il 2018 e il 2019 – e la prospettiva incipiente su fondi tendenzialmente blu, piatti, innaturali. Le figure mostrano caratteristiche simili sui volti (occhi, nasi e ovali allungati) e sulle mani, anch’esse allungate, raggiungendo – nonostante l’apparente rigidità – una certa espressività.

 

Uno degli affreschi all'interno della Cappella di Sant Miquel.

 

Monastero di Pedralbes: El Conventet

Sulla discesa del Monastero si trova uno degli edifici che rientravano nell’area della cinta muraria del monastero. Fu originariamente costruito tra il XIV e il XV secolo per ospitare i frati francescani che si occupavano dell’assistenza spirituale delle monache.

Di quel periodo, ad oggi, si conserva solo il chiostro. Il resto corrisponde a una ricostruzione del 1919, progettata da Enric Sagnier, che approfittò dei resti di una torre nella cinta muraria e di un insieme di elementi della chiesa di Santa Maria di Besalú, ben visibili sulla facciata che dà sulla discesa del Monastero.

La facciata rivolta verso Carrer Bisbe Català è stata ristrutturata negli anni Cinquanta da Francesc Folguera. Il graffito, di influenza barocca, è opera di Jaume Llongueras. Attualmente, “El Conventet” è di proprietà della famiglia Gòdia.

 

Gli elementi romanici del Conventent.

 

El Conventet: gli elementi romanici della Chiesa di Santa Maria di Besalù

Sulla facciata del Convento antistante il monastero furono collocati vari elementi dell’antica canonica di Santa Maria de Besalú, parzialmente distrutta, risalenti al XII secolo.

Degno di nota è il portone che dà al chiostro, proveniente dalla parete nord dell’antica chiesa. Presenta diversi archivolti a tutto sesto, di cui uno ad anello, sorretto da capitelli. Il capitello di sinistra, meglio conservato dell’altro, mostra due uccelli che lottano. Si possono notare anche due fregi scolpiti, uno con cerchi e palmette e l’altro con due leoni rampanti e posti uno di fronte all’altro.

L’altro portone, in origine, era l’ingresso ovest della Chiesa di Santa Maria de Besalú. Gli archivolti non sono originali, ma le colonne, i capitelli e il timpano sì. Qui è raffigurata una “Maestà di Cristo” circondata dai simboli degli evangelisti (un tipico esempio di “tetramorfo”).

Vi sono anche due finestre, dal transetto, con capitelli scolpiti. Alla chiesa di Besalú appartengono anche i capitelli della galleria e i fregi sotto la grondaia.

 

Il Monastero di Pedralbes in breve

Tipologia: Edificio religioso
Periodo: dal XIII al XV secolo
Stile: Gotico
Indirizzo: Plaça del Monestir
Quartiere: Pedralbes
Distretto: Les Corts
Classificazione: Bene Culturale di Interesse Locale e Bene Culturale di Interesse Nazionale

 

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