Una veduta dell'area di Can Batlló, nel quartiere de la Bordeta, a Barcellona.

Fabbrica di Can Batlló

L’attuale zona industriale, ora in fase di risistemazione urbanistica, era in origine la “Fábrica de Hilados y Tejidos de Algodón, Blanqueo, estampados y aprestos de Juan Batlló”, nata dalla scissione di uno dei fratelli Batlló che già possedevano una fabbrica tessile in carrer Urgell.

 

Fu inaugurata nel 1878 e, secondo il progetto, firmato dall’ingegnere Juan Antonio Molinero, in origine doveva avere un solo edificio, molto allungato, con una ciminiera per l’uscita dei fumi. Lo stile e i materiali, mattoni a vista e ghisa, sono tipici dell’architettura industriale ottocentesca.

Con l’aumento della produzione furono costruiti altri stabilimenti, una cisterna per l’acqua e una nuova ciminiera, e divenne una vera e propria colonia industriale, con il suo economato e la sua chiesa.

Infatti il ​​quartiere de La Bordeta è proprio il risultato dell’aumento della popolazione determinato dall’assunzione di sempre nuovi lavoratori in questi stabilimenti, che raggiunsero la cifra di 950. L’espansione dell’azienda e l’aumento degli impiegati sono stati il volano dello sviluppo urbano dell’area e del proliferare di edifici residenziali nella zona de La Bordeta.

Verso gli anni Sessanta del Novecento, con la crisi del settore tessile, la fabbrica fallì. L’intero complesso fu acquisito dal discusso imprenditore Julio Muñoz Ramonet e divenne una sorta di distretto artigiano pieno di piccoli laboratori. Dagli Anni 70 è stato più volte oggetto di tentativi di riqualificazione volti a destinare l’area ad attività di carattere pubblico e sociale, che solo in parte sono stati ad oggi realizzati.

Tra questi c’è la nuova Scuola di Media Audiovisivi, opera dell’architetto municipale Josep M. Julià, che ha restaurato e adattato l’edificio nel Blocco 7, conservando elementi come la cisterna dell’acqua o la ciminiera. Altre aree dello stabilimento sono state occupate da alcuni collettivi e, attualmente, sono degli spazi sociali autogestiti.

 

Gli interni ottagonali della ciminiera di Can Batlló.

 

L’EMAV di Can Batlló

Il Blocco 7 del complesso industriale di Can Batlló, il più vicino alla Gran Via, è stato ristrutturato tra il 2017 e il 2019 per farne la nuova sede della “Scuola dei Mezzi Audiovisivi” (Escola de Mitjans Audiovisuals – EMAV), conservando tutta la struttura dell’edificio e gli elementi architettonici originali della facciata.

Il progetto di ristrutturazione è stato portato avanti da Josep Maria Julià (Barcellona, ​​1954) che, alla fine degli anni ’90, aveva già restaurato il monastero di Pedralbes.

La ristrutturazione si è svolta nel pieno rispetto dell’architettura originaria del vecchio opificio tessile, mantenendo le strutture preesistenti, ripristinando le parti ammalorate secondo i progetti originari e garantendo la reversibilità di tutte le integrazioni effettuate per adeguare l’edificio ai nuovi usi.

 

Tipologia: Stabilimento industriale
Periodo: XIX secolo
Autore: Juan Antonio Molinero, ingegnere
Indirizzo: Carrer Mossèn Amadeu Oller, 9-15 Gran Via, 173-175 / Constitució, 33
Quartiere: La Bordeta
Distretto: Sants-Montjuïc

 

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