Barcellona è una città che incanta con la sua architettura mozzafiato, la sua cultura vibrante e la sua atmosfera unica. Ogni angolo, ogni piazza, ogni strada ha una storia da raccontare, e spesso, i tesori più affascinanti sono quelli meno conosciuti, nascosti alla vista frettolosa del turista. Tra questi, c’è un monumento che ha attraversato secoli, cambiato nome e posizione, e che racchiude in sé un pezzo significativo della storia urbana e idrica della città: La Font del Vell.
Conosciuta anche con un soprannome affettuoso e un po’ ironico, “La Font del Xato” (la Fontana del Camuso), questa fontana non è solo un elemento decorativo in una piazza moderna, ma un vero e proprio testimone del tempo, un’allegoria potente e un’opera d’arte con una storia travagliata. Se siete a Barcellona e amate scoprire le gemme nascoste e le narrazioni che si celano dietro i monumenti, la Font del Vell merita sicuramente la vostra attenzione.
In questo articolo, vi accompagneremo in un viaggio alla scoperta di questa affascinante fontana: cosa rappresenta, qual è la sua incredibile storia, come è fatta e, naturalmente, come raggiungerla per vederla con i vostri occhi. Preparatevi a immergervi in un racconto di arte, urbanistica, allegorie e, naturalmente…
La Font del Vell: cosa sapere
Prima di addentrarci nella sua ricca storia, facciamo un rapido punto su cosa sia la Font del Vell oggi e perché dovreste considerarla una piccola tappa nel vostro itinerario barcellonese.
Attualmente, la Font del Vell si trova nella Plaça de Sants, un’area vivace e importante della città. Non la troverete al centro di una grande e maestosa fontana come era in origine, ma piuttosto la statua principale che la caratterizza è posizionata su un modesto piedistallo.
La statua rappresenta un “vecchio” (da cui il nome “Font del Vell“), una figura maschile barbuta e seminuda, adagiata su delle rocce. Dalla brocca che tiene nella mano sinistra scaturisce l’acqua. Questa figura è un’allegoria. Secondo le intenzioni originarie, rappresenta il fiume Llobregat, uno dei corsi d’acqua vitali per Barcellona. È un omaggio alle risorse idriche che hanno permesso alla città di crescere e prosperare.
Il soprannome “Font del Xato” (Fontana del Camuso) deriva da un dettaglio fisico molto specifico della statua: in uno dei suoi numerosi spostamenti, la figura del vecchio perse parte del naso a causa di un colpo. Questo piccolo difetto, anziché diminuirne il fascino, le ha conferito un’identità unica e un nome popolare che i barcellonesi usano ancora oggi.
La statua fu creata nel 1818 dallo scultore Damià Campeny, un artista importante nel panorama neoclassico catalano. Fa parte di un progetto ben più ampio e ambizioso che, come vedremo, non fu mai completato nella sua interezza e subì numerosi stravolgimenti.
Visitare la Font del Vell oggi significa osservare un frammento sopravvissuto di un’opera perduta, un pezzo di storia che si è spostato nel tempo e nello spazio, trovando la sua collocazione finale nella Plaça de Sants nel 1975. È un piccolo promemoria di come le città cambino, di come i monumenti vengano reinterpretati e di come anche i dettagli apparentemente insignificanti (come un naso rotto) possano dare origine a storie e soprannomi duraturi.
È un luogo perfetto per chi ama le storie dietro i monumenti, per chi è interessato all’urbanistica storica di Barcellona e per chi cerca punti d’interesse meno affollati ma ricchi di significato.
La Font del Vell: una Storia Travagliata tra Piazze, Allegorie e Spostamenti
La storia della Font del Vell è complessa e affonda le sue radici nei primi decenni del XIX secolo, un periodo di grandi cambiamenti e fermento urbano per Barcellona. Per comprendere appieno il significato di questa fontana, dobbiamo tornare indietro nel tempo e seguire il suo incredibile percorso.
Il Predecessore: La Sàtiro Effimera (1802-1817)
La storia della Font del Vell inizia, in realtà, con una fontana precedente e meno fortunata. All’inizio del XIX secolo, precisamente tra il 1802 e il 1817, esisteva una fontana nel luogo dove oggi si trova il monumento a Frederic Soler (conosciuto come Pitarra), nel Pla del Teatre, all’inizio de La Rambla. Questa fontana era popolarmente nota come “La Fuente del Sátiro”.
Si trattava di un semplice abbeveratoio, decorato con la figura di un fauno che teneva un vaso in mano. L’aspetto curioso è che questa figura era realizzata in gesso, un materiale poco resistente, il che spiega la sua esistenza piuttosto effimera di soli quindici anni. Era situata in un’area che si era formata di fronte al Portal dels Ollers (o Porta Trentaclaus), chiamato così per la presenza di numerosi vasai. Questa piazza divenne nota ai cittadini come “Pla de las Comèdies” (Piazza delle Commedie), perché si trovava di fronte al Teatro Principal. Il municipio, dal canto suo, la battezzò ufficialmente “Plaça del Teatre”. Oggi, in quel luogo, si può ancora vedere un frammento delle antiche mura associato al Portal de Trentaclaus.
Le autorità cittadine decisero di rimuovere la Fuente del Sátiro, desiderando sostituirla con qualcosa di più monumentale e che potesse servire meglio come punto di incontro per i passanti. Inizialmente, l’idea era di installare una semplice statua, ma si optò poi per un progetto più ambizioso.
Il Progetto Monumentale del 1818
Nel 1818, su iniziativa del Capitano Generale Castaños, fu commissionata una nuova fontana per sostituire quella del Sátiro. Il progetto fu affidato all’architetto Pere Serra i Bosch, mentre le sculture furono opera di due nomi importanti: Damià Campeny e Salvador Gurri.
Il progetto originale era imponente e ricco di simbolismo. Prevedeva un piedistallo a forma di piramide tronca che fungeva da base per i getti d’acqua. Sulla sommità del piedistallo fu posta un’importante scultura realizzata da Salvador Gurri. Questa statua rappresentava la dea Minerva, dea romana della saggezza, delle arti e della guerra. Tuttavia, secondo altre interpretazioni dell’epoca, poteva anche rappresentare il “Genio di Barcellona” o la “Barcellona industriosa”, simboleggiando la forza e la prosperità della città, adornata con elmo, lancia e uno scudo con le armi di Barcellona.
La base del piedistallo era dotata di quattro nicchie. L’intenzione originale era di collocare in queste nicchie quattro figure allegoriche che rappresentassero i principali rifornimenti idrici della città, le fonti di acqua che nutrivano Barcellona e le sue attività: il fiume Llobregat, il Rec Comtal (un antico canale di irrigazione), il Canal d’Urgell e il Porto di Barcellona.
La Nascita del “Vell” di Campeny e il Dettaglio del “Xato”
A Damià Campeny fu affidato l’incarico di realizzare le quattro allegorie per le nicchie. Curiosamente, Campeny realizzò solo la prima di queste allegorie, quella destinata a rappresentare il fiume Llobregat.
Questa allegoria prese la forma di un vecchio barbuto seminudo, adagiato su delle rocce. Nella mano destra teneva dei frutti (forse a simboleggiare l’abbondanza portata dal fiume), mentre la mano sinistra si appoggiava su una brocca da cui sgorgava l’acqua. A volte, questa figura fu scambiata per una rappresentazione di Nettuno (dio del mare) o Ercole (eroe mitologico), ma non presentava nessuno degli attributi caratteristici di queste divinità. La sua identità come allegoria del Llobregat era chiara nel contesto del progetto generale, ma, una volta separata, ha generato qualche dubbio interpretativo.
Fu proprio questa figura del vecchio barbuto, con la brocca e i frutti, a dare il nome popolare alla fontana: “la Font del Vell” (la Fontana del Vecchio).
Poco dopo la sua inaugurazione, la figura del vecchio subì un piccolo incidente: perse il naso a causa di un colpo. Questo dettaglio, apparentemente minore, si impresse nella memoria popolare e diede origine al secondo nome con cui la fontana è conosciuta, forse ancora più affettuoso: “La Font del Xato”, la Fontana del Camuso o del Naso Rotto. È affascinante pensare a come un piccolo difetto possa trasformare un monumento in un’icona popolare.
Lo Stile e le Possibili Influenze
Lo stile della statua del Vell, e più in generale del progetto del 1818, è prevalentemente neoclassico, sebbene alcune fonti suggeriscano una certa influenza barocca. Il neoclassicismo cercava ispirazione nell’arte classica greca e romana, puntando a linee pulite, proporzioni armoniose e temi mitologici o allegorici. Damià Campeny, avendo vissuto diversi anni a Roma, potrebbe essersi ispirato ad alcune allegorie di fiumi presenti nella Città Eterna, come la celebre Allegoria del Nilo (di origine ellenistica) conservata nei Musei Vaticani, o l’Allegoria del Gange nella Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona, opera del maestro barocco Bernini. Queste sculture raffiguravano spesso divinità fluviali o figure anziane sdraiate, simbolo della forza e dell’antichità dei corsi d’acqua.
La Prima Demolizione (1877) e la Dispersione
Nonostante la sua imponenza e il suo significato simbolico, la fontana nella Plaça del Teatre ebbe vita relativamente breve. Nel 1877, la fontana fu demolita. Le fonti suggeriscono che la zona fosse frequentata da persone di “mala reputazione” e che ci fosse poca illuminazione notturna, portando a problemi igienici (le persone usavano la zona per i loro bisogni). Questo motivò il comune a intervenire, demolendo la fontana per costruire al suo posto dei bagni pubblici sotterranei.
Di tutto il complesso monumentale, furono conservate solo le due statue principali: quella di Minerva di Gurri e quella del Vell di Campeny.
La statua di Minerva ebbe un destino errante. Fu collocata temporaneamente nel Parc de la Ciutadella, poi spostata di fronte al Museo Marittimo e oggi si trova conservata in un magazzino comunale nel quartiere di Nou Barris. Un destino non proprio glorioso per la dea della saggezza.
La figura del Vell, l’allegoria del Llobregat, fu anch’essa spostata. Venne collocata nel Parc de la Ciutadella per un certo periodo.
La Controversia sul Canal d’Urgell
È interessante notare una discrepanza storica riportata dalle fonti riguardo le allegorie previste per le quattro nicchie. Sebbene il progetto includesse l’allegoria del Canal d’Urgell tra i principali rifornimenti idrici, gli studiosi storici hanno sollevato dubbi sulla sua inclusione nel progetto del 1818.
La ragione principale è che l’acqua del Canal d’Urgell non arrivava effettivamente in città nel 1818, né la costruzione del canale era a uno stadio così avanzato da giustificarne l’inclusione tra i “principali” rifornimenti del tempo. Anzi, la costruzione effettiva del canale prese il via molti decenni dopo.
I primi studi seri per la costruzione del Canal d’Urgell risalgono addirittura al XVI secolo (sotto Carlo I e Filippo II), ma i lavori non andarono avanti per vari motivi. Il progetto prese finalmente slancio a metà del XIX secolo. Ignacio Girona i Targa e i fratelli Clavé e Cía., che possedevano una sorta di banca, furono figure chiave. Acquistarono molte terre nella zona, formando la grande tenuta del Castell del Remei. La concessione per le opere del Canal d’Urgell fu concessa dal governo centrale alla “Sociedad Anónima Canal de Urgell” il 3 novembre 1852. Questa società fu formalmente costituita il 28 dicembre 1852.
Dato che la fontana fu inaugurata nel 1818 e la società del Canal d’Urgell fu costituita nel 1852 (con i lavori avviati in seguito), è chiaro che nel 1818 il Canal d’Urgell non era ancora una realtà operativa per Barcellona.
Come spiegare allora la sua inclusione nel progetto della fontana? È possibile che, al momento della costruzione della fontana nel 1818, i responsabili del progetto fossero già a conoscenza dei piani e degli studi esistenti per la creazione del canale e ne anticipassero la futura importanza per la città e l’agricoltura della regione. Decisero quindi di includere una figura allegorica del canale nella fontana come simbolo della sua potenziale e futura rilevanza, un’allusione a un futuro di maggiore abbondanza idrica. Oppure, si trattava semplicemente di un progetto ambizioso che includeva tutte le fonti d’acqua conosciute o in programma, anche se non ancora pienamente operative. Questa discrepanza storica aggiunge un ulteriore strato di complessità e fascino alla storia della fontana.
La Collocazione Finale nella Plaça de Sants (1975)
Dopo il periodo trascorso nel Parc de la Ciutadella, la figura del Vell di Campeny fu finalmente destinata a una nuova e, si spera, definitiva dimora. Il 1° febbraio 1975, la statua fu trasferita e inaugurata nella Plaça de Sants. L’inaugurazione fu presieduta dall’allora sindaco Enric Masó.
Fu probabilmente durante uno di questi trasferimenti che la statua del Vell subì il colpo che le causò la perdita di parte del naso, cementando il soprannome “El Xato” nella coscienza popolare.
Oggi, la piazza originaria dove si trovava la fontana, il Pla del Teatre, come detto, non esiste più come entità separata, essendo stata annessa a La Rambla. Al suo posto, dal 1907, sorge il monumento dedicato a Frederic Soler (Pitarra).
La Font del Vell, nella sua forma attuale, è quindi un sopravvissuto. Non è più una grande fontana complessa con multiple allegorie e una statua di Minerva. È la singola figura del vecchio barbuto, l’allegoria del Llobregat, l’opera di Damià Campeny, con il suo inconfondibile naso rotto, che ha trovato una nuova casa nella Plaça de Sants. La sua storia ci racconta degli ambiziosi progetti urbani del passato, delle loro interruzioni, degli spostamenti delle opere d’arte e di come i soprannomi popolari possano diventare parte integrante dell’identità di un monumento.
È un piccolo pezzo della memoria storica di Barcellona, un monumento che ha visto la città cambiare e che oggi si presenta in una forma ridotta rispetto al suo concepimento originale, ma non per questo meno significativa. La sua presenza nella Plaça de Sants è una testimonianza della resilienza dell’arte e della storia urbana.
>> Vedi anche: La Fontana Magica di Barcellona
La Font del Vell: descrizione della Statua
Concentriamoci ora sulla statua stessa, l’elemento centrale della Font del Vell che oggi possiamo ammirare nella Plaça de Sants. Come accennato, si tratta dell’allegoria del fiume Llobregat creata da Damià Campeny nel 1818.
La scultura è realizzata in stile neoclassico. Le linee sono fluide ma definite, e la muscolatura e l’anatomia della figura sono rese con una certa idealizzazione, tipica del periodo neoclassico che si ispirava all’arte classica.
La figura è quella di un uomo anziano, come suggerisce il nome “Vell” (vecchio). Ha una lunga barba folta che gli incornicia il volto. È rappresentato seminudo, con un drappeggio che copre parzialmente la parte inferiore del corpo, lasciando scoperte la parte superiore del torso e le gambe. Questa seminudità era comune nelle rappresentazioni classiche di divinità fluviali o figure allegoriche, simboleggiando un legame primordiale con la natura e gli elementi.
Il vecchio è adagiato in una posa rilassata ma potente, appoggiato su delle rocce. Questa posizione sdraiata o reclinata è una caratteristica frequente nelle allegorie fluviali, evocando il corso sinuoso e il flusso tranquillo di un fiume.
Nella mano destra, la figura tiene dei frutti. Le fonti non specificano quali frutti siano, ma la presenza di frutti può simboleggiare la fertilità e l’abbondanza che un fiume vitale porta alle terre che attraversa. L’acqua del Llobregat ha storicamente irrigato vaste aree agricole, rendendo possibile la coltivazione e sostenendo la vita nella regione.
Nella mano sinistra, il vecchio si appoggia a una brocca o un vaso. Da questa brocca, come nelle fontane, l’acqua scorre o sgorga. Questa è l’indicazione più diretta che la figura rappresenta un corso d’acqua. È il fiume stesso che offre la sua risorsa vitale.
Un dettaglio distintivo, e fonte del suo soprannome, è il naso. Come detto, la statua ha perso parte del naso a causa di un colpo subito nel corso della sua storia. Questo “difetto” la rende immediatamente riconoscibile e le conferisce un carattere unico, una cicatrice del tempo e degli spostamenti che ha subito. Il “naso camuso” è diventato un tratto distintivo tanto quanto la barba o la brocca.
Nonostante sia un frammento isolato del progetto originale, la statua del Vell è un’opera d’arte significativa in sé. Riflette lo stile e la maestria di Damià Campeny, uno scultore stimato della sua epoca. Ammirarla oggi significa apprezzare la qualità della scultura neoclassica e riflettere sul simbolismo dell’acqua e dei fiumi come fonti di vita e prosperità, un tema universale ma particolarmente rilevante per una città come Barcellona, la cui storia è indissolubilmente legata ai suoi rifornimenti idrici.
Nella sua collocazione attuale nella Plaça de Sants, la statua è posta su un semplice piedistallo. Non c’è più la piramide tronca, le nicchie o la statua di Minerva. Si erge come un monumento a sé stante, un sopravvissuto che racconta una storia più grande di quella che la sua attuale forma suggerisce a prima vista. È un invito a guardare oltre l’apparenza e a scavare nella ricca stratificazione della storia di Barcellona.
La Font del Vell: come Arrivare nella Plaça de Sants
Visitare la Font del Vell è un’esperienza facile e accessibile, perfetta per chi si trova nel quartiere di Sants o per chi arriva a Barcellona via treno. La fontana si trova, come detto, nella Plaça de Sants. La Plaça de Sants è una piazza importante e ben collegata, situata nel distretto di Sants-Montjuïc. È un’area vivace e residenziale, diversa dalle zone più centrali e turistiche come il Quartiere Gotico o l’Eixample, offrendo un assaggio della vita quotidiana barcellonese.
Ecco i vari trasporti di Barcellona più semplici per raggiungere la Font del Vell:
- Metro: Questo è probabilmente il modo più comodo. La Plaça de Sants è servita dalla stazione della metropolitana “Plaça de Sants”. Qui transitano due linee:
- Linea L1 (rossa): Collega zone importanti come Plaça de Catalunya, Arco di Trionfo, Clot e Hospital de Bellvitge.
- Linea L5 (blu): Collega aree come Sagrada Familia, Diagonal, Hospital Clínic e Cornellà Centre. Scendendo alla fermata “Plaça de Sants”, vi troverete direttamente sulla piazza o nelle immediate vicinanze, a pochi passi dalla statua.
- Treno (Rodalies/Media Distancia/Alta Velocidad): La Plaça de Sants è molto vicina alla stazione ferroviaria principale di Barcellona, Barcelona Sants Estació. Se arrivate in treno da altre città spagnole o dalla Catalogna, o se utilizzate i treni suburbani (Rodalies), potete raggiungere facilmente la Plaça de Sants a piedi dalla stazione. La passeggiata dura solo pochi minuti.
- Autobus: Diverse linee di autobus urbani servono la zona di Plaça de Sants e Sants Estació. Consultate le mappe delle linee di TMB (Transportes Metropolitanos de Barcelona) per trovare la linea che meglio si adatta al vostro punto di partenza.
- FGC (Ferrocarrils de la Generalitat de Catalunya): Anche alcune linee dei treni regionali FGC fermano alla stazione di Sants Estació, offrendo un’ulteriore opzione di trasporto se provenite da aree servite da questa rete.
Una volta arrivati nella Plaça de Sants, la statua del Vell è abbastanza visibile sulla piazza. Cercate la figura in pietra di un vecchio sdraiato su un piedistallo.
Tipologia: Fontane, pozzi e lavatoi
Periodo: XIX Secolo
Autore: Damià Campeny i Estrany
Indirizzo: Plaça de Sants
Quartiere: Sants
Distretto: Sants-Montjuïc
Marta Lopez – Guida culturale
Barcellonese doc e appassionata d’arte, scrivo per raccontare la città attraverso le sue radici culturali e le sue continue trasformazioni. Dal Modernismo di Gaudí, che segna l’identità architettonica della città, fino alle gallerie contemporanee, agli spazi creativi e ai festival che animano i quartieri, offro uno sguardo autentico su come Barcellona riesca a fondere tradizione e innovazione. Nei miei articoli cerco di guidare i lettori non solo nelle attrazioni più note, ma anche in percorsi alternativi per scoprire l’anima culturale della città.
