Il Quartiere de La Bordeta: Cosa Vedere, Storia, Attrazioni e Informazioni

Cose da vedere, attrazioni, monumenti e luoghi di interesse a La Bordeta, Barcellona.

La Bordeta una volta era solo un umile agglomerato di alcune fattorie, tanto che i barcellonesi usavano l'espressione "... sembra uno de La Bordeta"... Nel corso del tempo divenne uno dei cuori industriali di Barcellona e, negli ultimi anni, è stato profondamento riqualificato.

Il Quartiere de La Bordeta: Storia e Curiosità

La Bordeta è grande circa 50 ettari, che si estendono dalla Riera Blanca a Carrer del Moianès, tra la Gran Via e l’asse Carrer Andalusia-Manzanares – Noguera Pallaresa – Plaça de la Farga e Ferreria fino a Gayarre.

Ma nel 1801 La Bordeta era un quartiere formato da una sola strada. Questa strada, che quando nasce in Plaça d’Espanya porta il nome del quartiere e poi lo cambia due volte in Gavà e Constitució: era l’antica Via Augusta romana che collegava Barcellona con Tarragona dopo aver attraversato il Llobregat a Sant Boi.

Lungo il suo percorso sorsero nuclei abitati e ostelli. Ma quando nel XVII secolo fu costruito il ponte Molins de Rei, la strada per Sants vinse su quella per La Bordeta. Per questo motivo, mentre Sants cresceva rapidamente, La Bordeta dovette attendere la costruzione del canale Infanta Carlota (1818) per sviluppare l’agricoltura e la formazione di Hostafrancs per iniziare la sua trasformazione in distretto industriale.

 

Le origini del nome

 

Il nome La Bordeta sembra derivi dalle case dove si conservavano gli attrezzi per lavorare i campi: “les bordes” (le capanne). Un’altra versione dice che proveniva da una ragazza di una fattoria che si chiamava “la bordeta“, perché figlia di genitori sconosciuti.

In ogni caso, a metà del XIX secolo, gli abitanti di fattorie come Can Sala, Can Valent Petit, Can Massagué, Can Poch, Can Paperina e Can Pessetes formavano un agglomerato che nel resto di Barcellona veniva spesso evocato con espressioni sprezzanti: “Sembra venire da La Bordeta”; “Ha fattorie a La Bordeta …”.

 

Da centro contadino a quartiere industriale

 

Nel 1857, quando era già iniziata l’urbanizzazione, La Bordeta divenne uno dei quattro rioni del comune autonomo di Sants; cinque anni prima c’era un movimento segregazionista locale che fallì.

Da allora, il quartiere è cresciuto costantemente. E non solo in termini di industrie e abitazioni, ma anche in termini di vita sociale. Intorno al 1860 la festa più importante si teneva in Primavera, ad Aprile, ed era di chiara origine contadina: durante le celebrazioni veniva appesa una fune ad un anello con legati un gatto e un’anatra che dei cavalieri dovevano uccidere con una mazza.

Un decennio dopo, invece, sono apparse manifestazioni culturali proprie di una civiltà più urbana: si tratta della Società Corale “La Floresta”, nata nel 1878 nel caffè Cal Manel, in Carrer dels Jocs Florals. Oppure il Casinet, fondato nel 1889 e sede della Lega Regionalista fino alla sua chiusura nel 1928.

La grande fabbrica tessile di Can Batlló, inaugurata nel 1880, segnò lo sviluppo del quartiere. Molte famiglie di lavoratori abbandonarono i campi per andare a lavorare nelle fabbriche che si insediarono nella zona, come il Molí de la Bordeta, la pelleria Gatius, la Cooperativa Vidriera, la Companyia Fabril d’Olis Vegetals, le officine della casa automobilistica Hispano-Suïssa e la fabbrica di motociclette OSSA, per non dimenticare la Citroën.

Con Sants e Hostafrancs, La Bordeta divenne uno dei centri industriali più importanti di Barcellona, ​​​​a cui fu annessa nel 1897. L’inaugurazione, nel 1912, della stazione ferroviaria di Magória aumentò l’attività del quartiere. E il 10 giugno 1926, l’apertura della tratta Catalunya-Bordeta della tramvia portò a un nuovo collegamento del quartiere con il resto della città.

 

La vita dopo la Guerra Civile

 

Dopo la guerra, solo il Club Ciclista Catalunya e il Club de Futbol Bordeta mantennero una qualche forma di attività sociale nel quartiere. È vero che c’era anche la Fondazione García Fossas, un ente di benefico fondato da un noto commerciante di olii di Sants, ma non ha generato una vera e propria vita sociale nel quartiere.

Tuttavia, aveva una magnifica collezione di dipinti e sculture (Benlliure, Mir, Zurbarán, Romero de Torres, Rusiñol, Urgell e Casas, tra gli altri) che pochi conoscevano e che oggi è andata dispersa. La nascita della parrocchia di Sant Medir, nel 1948, e l’inclinazione progressista del suo rettore, monsignor Amadeu Oller, rivitalizzò il quartiere.

 

Gli Anni 60 e i lavori per la Ronda del Mig

 

Durante gli anni Sessanta, lo sviluppo della Barcellona franchista trasformò La Bordeta. Molte delle tipiche case basse furono demolite e lasciarono il posto a nuovi condomini, per lo più lungo la strada principale.

E a ovest di Can Batlló, in Carrer de Badal, l’apertura della Ronda del Mig squarciò la parte meridionale del quartiere. Questa superstrada, che era stata concepita all’inizio del secolo dall’urbanista Léon Jaussely, si concretizzò in un progetto esecutivo solo nel 1968. Al riguardo si ricordano due date emblematiche: il 18 luglio 1971 e il 19 marzo 1972, quando il sindaco Porcioles inaugurò rispettivamente la scala mobile in Plaça d’Ildefons Cerdà e il tratto di superstrada tra la Zona Franca e Carrer de Balmes. Questi lavori, a Sants nel suo complesso, costarono l’esproprio di 837 case e 165 fra industrie e negozi.

Un incipiente movimento di quartiere iniziò una dura campagna contro questa opera. Nonostante il fatto che nell’aprile 1975 l’ “Associació de Veïns Badal, Brasil, Bordeta” vinse una causa contro la realizzazione di questa opera davanti alla Corte Suprema, il danno era già fatto.

Tuttavia, negli ultimi trent’anni gli abitanti di La Bordeta hanno vinto altre battaglie che hanno reso più umano e vivibile il quartiere. La prima è stata la realizzazione di Plaça de la Farga, inaugurata nel 1956, mentre fra le ultime possiamo ricordare: la riqualificazione di Pleta de la Pelleria, la parziale copertura della Ronda del Mig e la costruzione di un centro di cure primarie.

 

Gli Anni 90 e la riqualificazione della Gran Via

 

La riqualificazione della Gran Via tra Plaça d’Espanya e quella di Ildefons Cerdà iniziò nel 1994, sulla base della necessità di realizzare un secondo tunnel per le Ferrovie della Generalitat.

Dopo questi lavori, necessari per aumentare la frequenza dei treni metropolitani verso Baix Llobregat, fu rinnovato anche l’aspetto superficiale della Gran Via.

Il risultato fu una strada molto più vivibile: un ampio viale che non separa più la Font de la Guatlla dalla parte settentrionale della Zona Franca, di Hostafrancs e de La Bordeta.

Inoltre, nel 1997 è stata inaugurata una nuova stazione ferroviaria, Magória – La Campana, che, con la relativa integrazione tariffaria, ha avvicinato la metropolitana a questa parte della città.

Anche la sistemazione di Plaça d’Ildefons Cerdà e dei suoi dintorni, la copertura dei binari del treno e l’apertura della nuova stazione della metropolitana Mercat Nou, hanno contribuito a migliorare la qualità della vita.

Ma, senza dubbio, l’operazione che cambierà completamente l’aspetto de La Bordeta sarà la trasformazione di Can Batlló: in questa vasta area di 170.000 mq si progetta di far posto a un vero e proprio polmone verde con parchi, strutture (che includeranno la conservazione dell’edificio principale del vecchio opificio tessile), nuove strade e abitazioni.

Quartiere de La Bordeta: Monumenti e Attrazioni

Dove si Trova il Quartiere de La Bordeta?

La Bordeta ricade nel Distretto di Sants e confina con i quartieri di Sants, Sants-Badal, Hostafrancs, La Font de la Guatlla, La Marina de Port, oltre che con il Comune di L’Hospitalet de Llobregat.

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