Soria e monumenti di Plaça Catalunya a Barcellona

Plaça Catalunya: Storia e Monumenti

Centro nevralgico di Barcellona, la nascita di Plaça Catalunya è legata all’Esposizione Internazionale del 1929. Da alcuni è definita un vero e proprio museo a cielo aperto: scopriamo insieme perchè…

 

 

Plaça Catalunya: un po’ di storia

Quando ancora esistevano le mura medievali di Barcellona, questa area era un grande spiazzo dove nasceva il viale alberato che collegava la città con Gràcia (allora ancora Comune autonomo). Il progetto originale dell’Eixample di Cerdà non prevedeva l’esistenza di una piazza in questo luogo, mentre la contemplava quello presentato da Antoni Rovira i Trias che, sotto questo aspetto, ricevette il benestare del Comune.

La progettazione della piazza fu affidata a Puig i Cadafalch, che vi lavorò tra il 1915 e il 1923 quando fu sostituito da Francesc de P. Nebot con l’arrivo della dittatura di Primo de Rivera.

La piazza, a forma di trapezio irregolare, trova il suo centro in un ampio spazio circolare pavimentato, intorno al quale si sviluppano zone verdi e giardini, ricchi di sculture e fontane monumentali per una superficie complessiva di 5 ettari.

Fu inaugurata dal re Alfonso XIII nel 1927 e, quando la città iniziò a prepararsi per l’Esposizione Internazionale del 1929, alcuni degli hotel, bar e teatri più lussuosi della nuova Barcellona – come la Maison Dorée, il Colón o lo Suizo – furono posti nelle vicinanze della nuova piazza. È senza dubbio uno dei principali centri nevralgici della città.

 

I monumenti di Plaça Catalunya

Nel 1927, allorquando si iniziò a preparare l’Esposizione Internazionale del 1929, fu indetto un concorso pubblico per adornare la piazza. Di base, questo è il momento in cui Plaça de Catalunya inizia a prendere l’aspetto che possiamo vedere oggi, con i gruppi scultorei realizzati da alcuni dei più celebri artisti catalani dell’epoca.

 

Le Statue di Pietra

In origine queste statue dovevano essere 16 collocate all’interno di una sorta di tempietto progettato da Nebot, che tuttavia non fu mai realizzato.

Al suo posto fu realizzato un piazzale dove ne furono collocate 8: quattro rivolte verso il monte e le altre quattro in direzione del mare. Le altre statue “scartate” furono dislocate in altri punti della città.

 

Maternitat (Maternità)

Autore: Vicenç Navarro i Romero
Anno: 1928

Il tema della maternità, strettamente legato agli ideali conservatori del Noucentisme, fu spesso trattato dagli scultori legati a questo stile e dallo stesso Navarro in altre opere (come l’edificio de La Caixa sul Passeig de Sant Joan, 102).

In questa opera, in particolare, è raffigurata una giovane madre seminuda – come era consuetudine nelle figure dell’epoca, di riferimento classicista- che porta in braccio il figlio, mentre lo abbraccia in atteggiamento protettivo. Entrambe le figure trasmettono un senso di serenità spiritualizzata come a voler esprimere una trascendenza moralizzante.

 

La statua "Maternità" a Plaça Catalunya.

 

Dona (Donna)

Autore: Josep Dunyach i Sala
Anno: 1928

Figura di giovane donna vestita con una tunica classica, dalle forme turgide ma con una modellazione morbida.

È raffigurata nell’atto di compiere un movimento rilassato, come se stesse camminando lentamente. Tuttavia, questo passo corto e leggiadro, è sufficiente a far intravedere la gamba e il piede nudo della ragazza. Questa scultura noucentista può definirsi veramente paradigmatica di questo stile.

 

La statua "Dona" di Plaça Catalunya.

 

El Forjador (Il Fabbro)

Autore: Josep Llimona i Bruguera
Anno: 1914 (collocazione attuale: 1928)

Quella oggi esposta in Plaça de Catalunya è una replica della scultura originale, che nel 1914 fu premiata all’Esposizione Internazionale d’Arte di Bruxelles. Le forme marcate e la dura espressività di questa opera contrastano con la leggerezza delle altre statue che la circondano.

Raffigura un operaio, un fabbro, nudo dal dorso in sù in modo da poter ammirare tutta la sua possente muscolatura. Con gli strumenti di lavoro in mano e uno sguardo di sfida, la figura del fabbro assume una posa vendicativa, come se volesse aggredire qualcuno.

Si tratta di un’opera strettamente legata alle correnti europee dell’epoca, particolarmente influenzata dallo scultore belga Constantin Meunier. A Barcellona si possono trovare diverse repliche di questo pezzo sparse per la città, sia in pietra che in bronzo.

 

La statua de "Il Fabbro" a Plaça Catalunya.

 

Dona amb Nen i Flabiol (Donna con Bambino e Flauto)

Autore: Josep Viladomat i Massanas
Anno: 1928

Anche questa statua è conosciuta come “Maternità”. Raffigura una giovane donna, con una tunica e un’acconciatura classica, nuda dalla vita in su e molto stilizzata – un tratto molto caratteristico nelle sculture di Viladomat.

Al suo lato possiamo vedere un bambino, anche lui nudo, che porta un tralcio di vite con con un grappolo d’uva. La donna porta un flabiol (flauto catalano) appoggiato sul braccio e, dietro di questi, si può scorgere una cornucopia.

 

La statua "Dona amb Nen i Flabiol" a Plaça Catalunya.

 

Figura Femenina (Figura Femminile)

Autore: Enric Casanovas i Roy
Anno: 1928

Questa figura femminile, di Casanovas, incarna il prototipo della donna noucentista: classica, mediterranea, dalle forme ampie e morbide, dall’espressione serena, come dice Xavier Barral, “genuinamente catalana”.

Non è una figura ieratica, ma il suo dinamismo è lento, solo un piccolo passo, e il gesto distratto di aggiustarsi i capelli. La presenza di un piccolo delfino, attributo di Afrodite, ai suoi piedi, ci riporta in Grecia e anche al mare: ancora classicismo e mediterraneità.

Lo stile di Casanovas è stato solitamente definito “arcaico” e alcuni critici hanno detto che le sue opere trasmettono una sensazione “di squisito riposo, di maestosa imperturbabilità, di qualcosa che colpisce puramente e semplicemente l’intelligenza”.

 

La statua "Figura Femminile" a Plaça Catalunya.

 

Joventut (Giovinezza)

Autore: Josep Clarà i Ayats
Anno: 1928

Una figura femminile dalle radici classiche e mediterranee, completamente noucentista, che ci mostra il corpo idealizzato di una giovane donna quasi nuda, con le braccia incrociate sopra la testa.

È un esempio paradigmatico dell’ideale di bellezza femminile del Noucentisme. Nell’opera di Clarà tutto è psicologicamente disinteressato e l’emozione è affidata all’efficacia strettamente plastica della figura. Quella che possiamo vedere oggi in Plaça de Catalunya è una copia dell’opera originale, realizzata nel 1993.

 

La statua "Giovinezza" di Plaça de Catalunya

 

Pastor del Flabiol (Pastore con Flauto)

Autore: Pau Gargallo i Catalan
Anno: 1928

Sebbene Gargallo sia meglio conosciuto per le sue opere più d’avanguardia, ha realizzato una serie di pezzi con radici classiciste, strettamente legate al Noucentisme e, questo, ne è un buon esempio.

La figura del pastore che suona il flauto, con una pecora ai piedi e un agnello in braccio, mostra un certo ieratismo, favorito dalla modellatura liscia e da una volumetria sobria di forme tornite e ben definite, non priva di una temperata sensualità.

 

La statua del "Pastore con Flauto" a Plaça de Catalunya.

 

La Navegació (La Navigazione)

Autore: Eusebi Arnau i Mascort
Anno: 1928

Considerato uno dei principali esponenti della scultura modernista, Arnau dovette adeguarsi ai mutamenti dei canoni estetici imposti dal Noucentisme, dominante nel terzo decennio del Novecento.

In quest’opera vediamo come l’allegoria della Navigazione si manifesta attraverso una donna, vestita da matrona romana, che tiene con la mano destra il timone di una barca, con lo sguardo fisso sull’orizzonte e la mano sinistra appoggiata alla vita: una posa che esprime serenità e sicurezza.

 

Statua della "Navigazione" a Plaça de Catalunya.

 

La Deessa (La Dea)

Opera di Josep Clarà realizzata nel 1909 e acquisita dal Municipio di Barcellona per collocarla in un posto di rilievo nella nuova Plaça de Catalunya.

Fu inaugurata nel 1928, ma pochi giorni dopo venne tolta su pressioni di associazioni moralistiche che erano contro le statue nude. Tuttavia, venne rimessa al suo posto il giorno prima dell’inaugurazione dell’Esposizione del 1929.

L’opera originale, che necessitava di interventi di restauro, è stata trasferita nel 1982 nell’ingresso del Municipio. Al suo posto, al centro di una fontana, c’è oggi una copia realizzata da Ricard Sala.

 

Statua de "La Dea" a Plaça de Catalunya, opera di Clarà.

 

El Treball i la Saviesa (Il Lavoro e la Saggezza)

Fra le statue di Plaça Catalunya, spiccano questi due gruppi scultorei in bronzo realizzati dai fratelli Llucià e Miquel Oslé nel 1928.

Lo stile dinamico e soprattutto il carattere sociale delle opere di questi artisti li distingue dagli altri scultori noucentisti.

In queste opere, allegoriche del lavoro industriale e della saggezza, le tematiche sociali si esprimono con grande energia senza rinunciare, però, al classicismo accademico che fu mai abbandonato dai fratelli Oslé.

 

Una delle statue del congiunto "Lavoro e Saggezza" dei fratelli Oslé.

 

Els sis pilars (I Sei Pilastri)

Distribuiti a coppie, i “Sei Pilastri”, di chiara ispirazione classica, sono concepiti come portali aperti che danno accesso all’interno della piazza.

Le sculture in bronzo sono alloggiate in delle nicchie ai lati dei pilastri, tra le colonne, e furono realizzate tra il 1927 e il 1928. Fra gli autori di queste sculture ricordiamo: Borrell, Dunyach, Monjo, Navarro, Otero, Parera, e Viladomat. Concepite più come altorilievi, alcune di queste figure non hanno il dorso scolpito.

 

Una delle statue di bronzo de "I Sei Pilastri".

 

Les Quatre Províncies (Le Quattro Province)

Nel 1927, fra le sculture destinato a Plaça Catalunya, furono commissionati quattro gruppi scultorei in bronzo in omaggio alle quattro province catalane.

Gli artisti vincitori del concorso furono Frederic Marès (Barcellona), Jaume Otero (Tarragona), Joan Borrell i Nicolau (Lleida) e Antoni Parera (Girona).

La statua dedicata a Barcellona rappresenta un’allegoria dell’industria, del commercio e della navigazione. A Tarragona possiamo vedere riferimenti al mondo classico, alla viticoltura e al mare. Quella dedicata a Lleida non include elementi simbolici, ma tre donne e due bambini molto idealizzati. La statua raffigurante Girona evoca, invece, l’agricoltura e l’allevamento.

 

Una delle statue dedicate alle quattro provincie catalane. Qui Barcellona opera di Marès.

 

Monument a Macià (Monumento a Francesc Macià)

Per onorare la memoria dell’ex presidente della Generalitat, Francesc Macià, fu indetto un concorso che fu vinto da un controverso progetto che incorporava raggi laser e che, infine, fu respinto.

Dopo un po’ la Generalitat commissionò direttamente allo scultore Josep M. Subirachs un nuovo progetto, inaugurato nel 1991.

Il monumento è in travertino e concepito come una scala rovesciata sorretta da un piedistallo a piramide tronca. Ciò dovrebbe simboleggiare la proiezione della Catalogna verso il futuro, ma saldamente radicata alle sue radici. Ai piedi del complesso c’è un busto in bronzo del presidente Macià.

 

Il monumento a Francesc Macià, opera di Subirachs.

 

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